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Le Patate....Quanto ci piacciono?

Le patate piacciono agli italiani, pur non essendo il loro consumo paragonabile a quello di altri Paesi occidentali. Di questo ortaggio colpisce soprattutto la versatilità in cucina. Ciò spiega come mai il 57% degli italiani lo consumi abitualmente e il 23% ne sia addirittura ghiotto. Le patate vengono apprezzate dunque da una larghissima parte dei consumatori intervistati i quali amano gustarle da sole, come contorno o come parte integrante di altre preparazioni culinarie. Addirittura il 94% dei nostri connazionali dichiara di apprezzarle cucinate in tutti i modi: lessate, fritte, al forno, al “cartoccio”.
In breve,stiamo parlando di un ortaggiorealmente “ecumenico”, apparentemente privo di grosse problematiche e che è entrato a far parte della dieta dei nostri connazionali con buone prospettive di ritagliarsi in futuro spazi ulteriori. La percentuale di chi non ne consuma è infatti la più bassa tra tutte quelle emerse da analoghe ricerche di mercato e riferite ad altriprodotti agricoli: meno del 2%.
Questo tubero, la cui fruizione potrebbe essere giudicata, anche in Italia, “storicamente recente”, è stato incluso nelle varie diete popolari degli ultimi due secoli essenzialmente per ragioni di economicità. Si tratta di uno stereotipo tuttora diffuso (lo dicono 86 individui su 100), ma oggi la patata si è conquistata uno spazio autonomo nelle nostre abitudini alimentari a prescindere da questi aspetti.

Come ti consideri come consumatore di patate?

Saltuario (1-2 volte al mese)20,5%

Abitudinario (almeno una volta alla settimana)56,7%

Ghiotto (ogni volta che mi è possibile)22,8%

Quali tipi di patate consumi abitualmente?

A polpa gialla50,0%

Novelle41,2%

A polpa bianca35,8%

Dipende dal piatto che devo cucinare29,2%

Nessuna preferenza, sono più o meno tutte uguali12,9%

A polpa rossa12,1%

Acquisto solo patate surgelate1,7%

 

Richieste del consumatore

Un contorno come tanti altri, ma un apporto gastronomico con proprie specificità e un proprio valore gustativo. In particolare, il tubero fresco è molto più apprezzato di quello surgelato, come dimostra la risposta alla domanda “provocatoria” relativa alla preferenza delle patate preparate in casa rispetto a quelle genericamente da Fast Food.
Le motivazioni di questo consumo sono insomma radicalmente mutate. Solo il 6% degli italiani è decisamente d’accordo nel definirle un cibo per i poveri, mentre un altro 20% è abbastanza d’accordo.
Una seconda osservazione riguarda le possibili differenze gustative di questo tubero, che sembrerebbe invece privo di specifici attributi.

È significativa, al proposito, la dichiarazione del 36% dei consumatori che ritengono di poter distinguere chiaramente le differenze di sapore tra le tipologie di patate attualmente in commercio. Il 47% di loro ritiene invece di avere una certa difficoltà nel distinguerne la qualità. Sembra pertanto che prevalga una forte omologazione del prodotto, anche se questa osservazione non deve trarre in inganno. I consumatori, come nel classico caso dell’acqua minerale, non sanno razionalizzare le proprie scelte e i propri comportamenti, ma possono percepire piuttosto chiaramente sottili e diverse caratteristiche gustative.
Venendo alle modalità di consumo più frequenti va detto che quella più apprezzata è anche quella più semplice: la cottura al forno (60%).

Segue la lessatura con successivo condimento di olio e sale (la gradisce infatti più della metà dei consumatori) per poi giungere alla frittura, seguita dalla preparazione in forma di purè. A seguire tutte le altre preparazioni. Molto importante è poi la verifica del vissuto dietetico del nostro tubero che risulta essere molto positivo. Solo il 34% dei consumatori considera la patata “uno dei grandi nemici della dieta”.

 

L’assenza di glutine e di grassi viceversa è stata colta correttamente anche dal pubblico femminile che ne apprezza adeguatamente questa peculiarità. Allo stesso modo ne vengono sottolineati il potere saziante e la ricchezza di fibre.Entrando in maggiore dettaglio si evidenzia tuttavia la difficoltà delle persone nell’adattare i diversi tipi di patate in funzione delle modalità di preparazione più opportune.

Notiamo inoltre come anche per questo ortaggio sia rilevante il percepito sul piano simbolico della forma e del colore, indipendentemente da vere e proprie conoscenze specialistiche: le french fries” dei quick restaurant devono essere dorate e gialle alloro interno, Il purè deve essere tradizionalmente bianco latte.

Fonte:www.colturaecultura.it